Gruppo 8, il Pd: “Siamo a fianco dei lavoratori, massimo impegno a tutti i livelli per sospendere i licenziamenti”

“Apprendiamo dalla stampa con sorpresa e sgomento la drastica decisione della azienda Gruppo 8 di chiudere lo stabilimento di Forlì, con il conseguente licenziamento di 30 lavoratori”, esordiscono così Enrico Monti, segretario territoriale del PD forlivese, e i componenti del Gruppo consiliare del Pd Forlì.

“Purtroppo i lavoratori si sono trovati nelle condizioni di dovere scioperare più volte in meno di un anno per difendere i propri diritti, con picchetti 24 ore su 24. Registriamo con grande disappunto i toni particolarmente duri dell’azienda, che addossa la responsabilità della propria decisione esclusivamente alle proteste messe in atto in questi ultimi mesi: se davvero avesse a cuore il futuro dei propri lavoratori, avrebbe dovuto dare seguito all’accordo che a luglio, con l’intervento delle istituzioni, era stato raggiunto con Sofalegname e non risolverne il contratto”, proseguono i dem.

“Il Pd forlivese è a fianco dei lavoratori del Gruppo 8, quando diritti e dignità vengono calpestati, in questo caso in un settore trainante per l’economia del nostro territorio, simbolo di un Made in Italy, che non può essere infangato dalla condotta disdicevole di alcune aziende; ci sono, infatti, anche sul nostro territorio moltissime realtà virtuose. Facciamo appello a tutte le istituzioni del territorio, a partire dal Comune di Forlì e dalla Regione, perché si attivino allo scopo di ottenere l’immediata sospensione degli annunciati licenziamenti e la ripresa di un tavolo di trattativa con tutte le parti in causa, unica strada in grado di portare questa estenuante vertenza a una soluzione positiva, rispettosa dei diritti dei lavoratori e dello sviluppo del territorio”, aggiungono Monti ed il Gruppo consiliare.

“Confermiamo la nostra adesione alla manifestazione in programma per il prossimo 6 settembre e confermiamo il nostro pieno sostegno ed il nostro impegno, a tutti i livelli, per difendere il diritto ad un lavoro giusto e dignitoso”, concludono.